Credete che la “digitalizzazione” sia solo una moda passeggera?

Vi ricordate che poco più di 10 anni fa non esistevano gli smartphone, i tablet e le Apps?

Usavamo telefonini Nokia, BlackBerry o Motorola: società’ ormai pressoché scomparse dal mercato. Cosi come e’ avvenuto alle videoteche Blockbuster con l’avvento dei film in digitale.

Il futuro sara’ sempre più “distruttivo” rispetto agli attuali stili di vita e di conseguenza cambieranno ancora di piu’ le professioni richieste dal mercato del lavoro, cioe’ cosa dovranno sapere fare i nostri figli.

Che piaccia o no, bisogna abituarsi all’idea, prepararsi a viverla e munirsi (soprattutto i ragazzi) delle competenze necessarie per saper gestire una societa’ in veloce cambiamento per esserne attori/promotori e non esserne travolti!

http://www.archimedea.it/le-professioni-dei-nostri-figli/

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Are you ready for 3-D printing? – via McKinsey & Co

There have been false dawns before, but this technology is poised to deliver cost benefits and to advance innovation in manufacturing.are you ready for 3d printing

The coming years will bring new opportunities and challenges. Companies with savvy executives who raise awareness, fill talent gaps, and build the necessary organizational capabilities will be well positioned to benefit from this breakthrough technology.

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Manufacturing Reboots Talent Engine In A New Age Of Digital Disruption – via Techcrunch

Whether a company makes clothing, household cleaning products, cars, healthcare or nearly anything else, it needs people with the right skills. Like other businesses, today’s manufacturers are going digital; operating in an era of change and volatility that has made flexibility critical to their success.

skills

[…] Companies need to place a greater emphasis on defining what skills their organization needs. These requirements can include any combination of technical expertise, professional certifications, previous work experience and so-called “soft skills,” including communications and leadership skills.

However, it is important for companies to remain realistic throughout this process and consider that it may not be possible for one candidate to possess all of the skills they are seeking. In that case, it may be more important to identify reliable, hardworking, inquisitive people who demonstrate a work ethic, willingness to learn and the flexibility to adapt in a changing work environment.

Once companies have a firm sense of the skills they desire, there are two main ways to go about cultivating talent: Tap the power of an organization’s existing workforce and build those skills from within, or develop new talent externally with a trusted network of partners.

Of course, developing skills, whether internally or externally, requires a company to make a significant investment. The skills gap took years to emerge and it will not be fixed overnight.

Addressing the situation is important. Disrupters play the stronger offensive game in today’s volatile business environment. Talent can play an important role in helping companies execute that offensive strategy. But only with the right skills for a new business reality on the offensive team can a company swiftly respond to changes as they arise in today’s global business world.

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Polyes Q1 Pen Begins Writing 3D Printing

Polyes Q1, the first photoactive resin-based 3D printing pen, which uses Nobel Prize winning blue light LED technology to cure colored resins and allow for 3D drawing.

3d-pen

The “next generation” 3D printing pen is meeting the approval of fans all over the world, and rightly so. Compared to current 3D pen technologies, such as the hugely successful 3Doodler, the Polyes has no heated parts, needs to perform no extrusion and only uses skin safe, cool, resin that can be cured by a light that is not dangerous to the eyes. The pen also has a series of safety switches to make sure that it does not present a danger of any kind and is suited for children.

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#Innovazione, #tecnologie, #digitale: riscopriamo il senso di queste parole – By Alfonso Fuggetta

Interessanti riflessioni di A.Fuggetta sul futuro ed il ruolo delle tecnologie digitali come motore di crescita globale, qui ripreso in sintesi.

Se dopo questo articolo qualcuno avesse ancora dubbi sul ruolo strategico del Digitale ecco la rilevanza che ne viene data negli Stati Uniti : Obama Wants Kids to Be Computer Programmers 

Innovation

  • Innovare vuol dire cambiare. E vuol dire innanzi tutto indurre un cambiamento concreto, reale, utile, positivo, nella vita delle persone, delle imprese, della società. Non esiste l’innovazione declamata o teorica: l’innovazione esiste solo se è vissuta positivamente e concretamente da qualcuno, qualunque sia la forma secondo la quale questo elemento “positivo” si manifesta.

  • Non esistono i teorici dell’innovazione, ma coloro che la vivono nella loro esperienza
  • Innovazione è creazione di valore, non nuovismo. Innovazione non è cambiare per il gusto di cambiare.
  • Innovazione è consapevole e determinata profondità di analisi e studio, non improvvisazione e generica “voglia di cambiare”
  • Innovazione è rileggere e far tesoro del passato e della storianon cancellarli
  • Il ruolo strategico delle tecnologie. Dobbiamo studiare, sviluppare e anche creare tecnologie per sviluppare il know-how e la cultura che ci permettano di dominarle e plasmarle all’interno dei nostri processi di costruzione delle soluzioni. Purtroppo, viviamo tutti i giorni una esperienza per certi versi frustrante. Moltissimi tecnologie, specialmente nel campo del digitale, sono sviluppate all’estero, negli USA piuttosto che nell’estremo oriente.

    Il digitale è il sale dell’innovazione 

  • Per taluni “digitale” significa telefonia cellulare e applicazioni consumer, la semplificazione del “scaricati l’app e sei a posto”.
  • Per altri “digitale” significa il web e i siti social, quel mondo a metà tra il pericoloso (quanti lamentano i “rischi di Internet”!), l’inutile o l’estemporaneo.
  • Per altri digitale è limitato al mondo delle telecomunicazioni.
  • Per altri ancora è “assorbito” dal tema televisione, dello spettacolo, dei media.
  • Per molti, è quel “costo” che dobbiamo “purtroppo” sostenere per far funzionare i processi gestionali dell’azienda o dell’amministrazione pubblica.

[…]

  • Grazie alle tecnologie digitali possiamo dare intelligenza e connettività a qualunque oggetto, rivoluzionare processi e servizi, rileggere e trasformare in modo radicale anche settori come l’arte, la cultura ed il turismo, piuttosto che rivitalizzare i nostri settori manifatturieri “tradizionali” che ci hanno visti diventare leader nel mondo.

Sfide epocali

Quanto discusso in queste poche righe definisce sfide epocali che dobbiamo saper cogliere. E per farlo dobbiamo essere determinati e motivati, ma anche ragionevoli, umili, concreti, attenti. Non per un malcelato e inutile senso di prudenza, ma per saper cogliere l’enorme portata dei cambiamenti possibili e la complessità dei processi che dobbiamo di conseguenza mettere in campo. E soprattutto, per trasformare dubbi e perplessità in convinzione e partecipazione, senza le quali non possiamo raggiungere quegli obiettivi straordinari che innovazione, tecnologie e digitale mettono a nostra disposizione.

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From High School To High Tech: Bridging The Talent Gap In The Innovation Economy – Forbes

We live in a knowledge-based economy driven by science and technology; an economy that is about disruptive ideas and taking risks; one shaped by the democratization of information and exponential growth of entrepreneurship.

innovators

“The next generation of technology innovation will come from today’s student who should be exposed to an entrepreneurial curriculum, provided with real life experiences and supported in promoting their intellectual property ideas,” the report read.

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